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Recensioni

Leiji Matsumoto
Danguard

[articolo (inedito) del 15/09/2002]

Leiji Matsumoto - DanguardPer vent'anni abbiamo visto in televisione le serie animate tratte dalle sue opere più famose. Capitan Harlock, Galaxy Express 999, La Corazzata Yamato, Danguard. Inimitabili affreschi fantascientifici che si propongono come controversi spunti di riflessione su ciò che l'uomo (bambino, adulto o vecchio che sia) debba fare dalla propria vita. Trasmessi varie volte un po' da tutte le reti pubbliche, private e locali, pur essendo prevalentemente destinati a un pubblico di bambini e di adolescenti, non hanno mai perso il loro spessore di opere d'autore e una sempre più sorprendente (e preoccupante, forse) attualità.

Finalmente l'anno scorso la Panini di Modena, sotto l'etichetta Planet Manga, ha dato il via alla pubblicazione in Italia dei principali manga del maestro giapponese Leiji Matsumoto, autore con una spiccata predilezione per la space opera e la fantascienza romantica. Nel 2001 la Planet Manga ha pubblicato La Corazzata Yamato, un chiaro omaggio alla missione suicida dell'omonima corazzata nipponica, colpita e affondata dagli americani nell'aprile del 1945, e Capitan Harlock, l'epopea di un pirata spaziale che insieme alla pittoresca ciurma della sua (astro)nave combatte da solo contro le terribili Mazoniane della regina Raflesia, per salvare la Terra da una spietata opera di invasione e conquista.

Quest'anno tocca a Danguard, opera che si inserisce nel filone dei cosiddetti robottoni, ma con non poche variazioni rispetto alle classiche storie del genere. In realtà Matsumoto non è mai stato un grande appassionato di robot e quando, nel 1977, la Toei gli commissionò una nuova serie robotica, decise di fare a modo suo. Il risultato è sorprendente, oggi come allora. Nelle cinquantasei puntate della serie e nei due volumi del manga, Matsumoto stravolge i canoni del genere, puntando più sull'aspetto intimistico dei rapporti tra i personaggi e dei loro stati d'animo che su quello spettacolare delle battaglie tra robot buoni e robot cattivi, dando all'opera un realismo e una complessità notevoli.

Protagonista della storia è Takuma Ichimonji, pilota del robot Danguard Ace, impegnato nella lotta contro il malvagio Führer Doppler, deciso a conquistare Prometeo, il decimo pianeta del sistema solare (una specie di paradiso terrestre), annientando gli esseri ritenuti inferiori per creare una nuova Élite di superuomini. Qui c'è la prima grossa sorpresa: per una volta i nemici sono uomini come noi anziché i soliti malvagi alieni giunti da altri mondi. La guerra "civile" in scala cosmica che ne deriva è affascinante, senza contare che fino a un certo punto non sappiamo chi siano i buoni e chi i cattivi. Un'altra novità, che diventerà poi uno stereotipo del genere, sta nella possibilità che Danguard ha di trasformarsi in un enorme caccia, anche se nel manga, realizzato successivamente alla serie animata, l'autore non dà molto spazio all'azione del robot. Da segnalare anche il duro addestramento a cui Takuma deve sottoporsi per diventare pilota del Danguard. Lo stesso capitano Dan, il misterioso istruttore mascherato di Takuma, riserverà ai lettori più di un colpo di scena.

I motivi per leggere Danguard sono molteplici, sia per i personaggi, molto ben caratterizzati, che per la storia, avvincente, suggestiva, ricca di quelle atmosfere romantiche e melanconiche tipiche dell'autore, con pensieri, parole e accadimenti che fanno riflettere non poco. L'intera opera di Matsumoto è un portentoso invito a lottare sempre e comunque, a credere in noi stessi, in ciò che facciamo e in ciò che vogliamo fare. Un invito a percorrere la nostra strada fino in fondo, qualunque sia il mezzo che abbiamo a disposizione e senza fermarci troppo durante il viaggio.

Il primo volume di Danguard, pubblicato nella collana Manga Sun, sarà in edicola e in fumetteria a partire dal 19 settembre al prezzo di quattro euro. Il secondo arriverà a novembre. Il curatore dell'edizione è Davide Castellazzi, che per il futuro fa già il nome di Galaxy Express 999, altro capolavoro di Matsumoto che gli appassionati italiani attendono con ansia.

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