Extra

Martin Mystère incontra Marco Vallarino

È successo nella diciannovesima parte de Il codice dell’Apocalisse, feuilleton di Andrea Carlo Cappi e Alfredo Castelli, pubblicato sul n. 7 di M-Rivista del Mistero e on line sul sito del quotidiano elettronico Il Nuovo. Una cordiale stretta di mano tra i tavolini del rinomato Caffè Piccardo di Imperia Oneglia e poi tutti sulla Micra del “giovane” Vallarino, alla ricerca di Asta Roth! Per sapere chi è Asta Roth e vedere com’è andata, cliccate qui e poi qui 🙂

Disegni

IL BRUTTO VIENE DI NOTTE
La tavola di Carlo Jacono che ha illustrato il mio racconto “Il brutto viene di notte”, pubblicato nell’antologia L’uomo nel cerchio (Addictions, 2000)

© CarloJacono

LA RUOTA DELLA FORTUNA
La tavola di Carlo Jacono che ha illustrato il mio racconto “La ruota della fortuna”, pubblicato nell’antologia La donna nel ritratto (Addictions, 2002)

© Carlo Jacono

IL MOTORINO
Il disegno di Assunta Jacopino per il mio racconto “Il motorino”, pubblicato nell’antologia Brividi neri (Terzo Millennio, 2003)

© Assunta Jacopino

5 MAGGIO 2002
Il disegno di Oscar Celestini per il mio racconto “5 maggio 2002”, dedicato al tracollo dell’Inter all’Olimpico nell’ultima – decisiva – giornata di campionato, pubblicato nell’antologia Passi nel delirio (Il Foglio Letterario, 2004)

© Oscar Celestini

ROBERT SINCLAIR
Il disegno di Bruno Zaffoni per il mio personaggio Robert Sinclair, agente supersegreto meglio noto come il Fante di Picche, protagonista dei racconti “Occhio per occhio” e “La rivincita” pubblicati sui numeri 4 e 5 (giugno e luglio/agosto 2006) di Noir Magazine.

© BrunoZaffoni

Sorpresa!

Un racconto extra per chi è arrivato fino qua 🙂 grazie della visita e a presto!

Il sogno

Desideravo tanto vedere un ufo un disco volante qualsiasi cosa volasse nel cielo sopra le nostre teste proveniente da qualche pianeta lontano e certi giorni non riuscivo a pensare ad altro lavoravo male e tutti mi prendevano in giro ma a me non importava e appena potevo andavo all’osservatorio per dare un’occhiata al resto della galassia peró ogni volta era sempre la stessa storia tutto come prima non c’era mai nessun marziano a premiare i miei sforzi cosí tornavo a casa triste e stanco ma la notte era impossibile dormire perché ogni luce che vedevo nel cielo attraverso i buchi delle tapparelle la scambiavo per un astropullman pieno di turisti alieni venuti a farsi un giro dalle nostre parti e arrivavo alle sei della mattina con gli occhi ancora pieni di sonno poi il mio capo mi trovava a dormire sul lavoro maldestramente collassato sulla scrivania del mio ufficio e allora sí che erano guai fatevi raccontare dalla mia ex ragazza anche lei mi ha lasciato per colpa degli alieni diceva che non la pensavo abbastanza e che quando facevamo l’amore avevo la testa altrove davvero una brutta storia ma io non ho mai smesso di credere sapevo che un giorno o l’altro i marziani sarebbero arrivati a fare amicizia con noi e intanto avevo sempre meno amici perché sapevo parlare solo di ufo e la prima cosa che uno vedeva entrando nel mio ufficio era il poster i want believe col disco volante sullo sfondo nonostante il mio capo lo odiasse tutte le mattine mi ordinava di farlo sparire ma io facevo finta di niente andavo avanti per la mia strada nella speranza che il sogno diventasse finalmente realtà e non potete immaginare come fui felice il giorno che scoprii di avere ragione un giorno meraviglioso anzi una notte visto che tutto accadde quando la solita quotidiana e inevitabile oscurità avvolgeva ogni cosa io almeno per una volta stavo dormendo profondamente ma aveva ragione chi diceva vegliate perché non sapete l’ora meno male che ho il sonno leggero e mi svegliai non appena sentii il rumore come di un elicottero che atterrava nel mio giardino anche se si trattava di qualcosa di molto piú grosso e potente di una semplice elica a motore perché io sapevo che erano gli alieni venuti a trovare il loro ammiratore numero uno e infatti in giardino c’era proprio un’astronave che scintillava inquieta sotto il lucore lunare peró la creatura che ne era uscita e che mi stava venendo incontro era del tutto umana un uomo come me parlava la mia stessa lingua ma diceva lo stesso di essere un marziano ed era vero perché al posto della solita tuta spaziale dei nostri astronauti aveva un vestito bellissimo fatto con la luce delle stelle che solo un marziano poteva avere era bellissimo il capo di tutti i marziani si chiamava dio definitiva intelligenza organizzata e voleva che andassi con lui perché era ora che iniziassi anch’io a viaggiare nello spazio andando di stella in stella con tutti gli altri marziani tanto ormai ero morto un infarto mi aveva stroncato nel sonno soltanto pochi minuti prima senza che io me ne accorgessi e lí sulla terra non avevo piú niente da fare dovevo andare con dio sulla sua astronave che era il paradiso e credeteci o no ci sono andato davvero adesso sono qua con dio e tutti i suoi marziani chiamateli pure angeli se vi piace di piú ci divertiamo un mondo insieme siamo una cosa sola chiamata universo e tu non fai in tempo a chiederti perché che sei già arrivato al fatidico punto