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Ricordo di Giorgio Langella[pubblicato su Il Secolo XIX del 27 settembre 2006]Quando un amico parte, gli dici arrivederci perché speri prima o poi di rivederlo. E anche adesso che Giorgio se ne è andato per il viaggio più lungo, quello da cui non si torna, sento che un giorno ci rivedremo proprio dove ci eravamo incontrati la prima volta, sulle nuvole e tra le stelle. Era il 1993 quando navigavamo felici e spensierati tra i variopinti pixel dei tanti videogiochi che impazzavano allora, con maghi e maghetti che passeggiavano in cielo sulle nuvole, e astronavi che sfrecciavano tra le stelle. In sala giochi anche gli amici più cari diventavano rivali da battere insieme ai loro preziosi record di punteggio. Quando però ho conosciuto Giorgio Langella alla mitica Shuttle di Diano Marina, ho capito subito che non era il tipo da prendersela per una partita andata male. Era una forza della natura, ai videogiochi spaziali e di combattimento che andavano di moda all'epoca era abituato a raggiungere punteggi da capogiro, ma senza farci troppo caso. La sua bravura era seconda solo alla sua generosità, visto che era sempre pronto a dare consigli a chi era meno esperto e capace di lui. Il titolare della sala giochi, Riccardo, era a lui che affidava la cassa quando doveva andare in bagno o a fare una commissione. E partiva sempre tranquillo, sapendo che Giorgio avrebbe tenuto tutto in ordine. Poi crescendo abbiamo smesso di giocare per difendere la pace nei castelli e nelle galassie e Giorgio ha trovato giusto andare a farlo per davvero, là dove ce ne era più bisogno. Mentre gli altri andavano a ballare e si affannavano a trovare un lavoro decente, lui è diventato un eroe in carne e ossa e, da quanto ha fatto in giro per il mondo, prima che quella maledetta bomba gli esplodesse troppo vicino, mi pare che alla fine la vita di Giorgio abbia segnato proprio un bel record di generosità. Forse raggiungere tutti quei punteggi miracolosi ai videogiochi gli ha dato la forza, che pochi hanno, di superare anche le difficoltà più grandi, per gli altri più che per se stesso. In questi anni ho pensato spesso alla possibilità di organizzare un nuovo incontro per fare un'ultima partita tutti insieme: Guido, Maurizio, Fulvio, Giorgio e io, ognuno con la sua sigla da scrivere in cima alla tabella dei record. Adesso posso solo sperare di arrivare a incontrare Giorgio, insieme agli altri quando sarà il momento, lassù dove lui è già tornato, sulle nuvole e tra le stelle, proprio come tanti anni fa, ma dall'altra parte dello schermo, dove solo i sogni più belli e gli eroi come lui possono stare. | ||