RecensioniRiccardo Coltri Non c'è mondo
[Bonaccorso, 2001]
[recensione pubblicata sul Corriere della Fantascienza del 20/07/2001]
Autore di numerosi racconti apparsi su riviste, siti internet e in antologie, più volte finalista ai premi Lovecraft e Alien, il ventottenne veronese Riccardo Coltri, redattore di Inchiostro, presenta il primo romanzo, una rielaborazione della tragedia di Giulietta e Romeo. Si parte con l'omicidio di Giovanna, uccisa a coltellate senza apparente motivo in una chiesa dove aveva cercato scampo dall'assassino. Roberto, il marito, precipita in un abisso di disperazione, ossessionato dalle terrificanti visioni del fantasma della moglie, oltre che dall'idea del suicidio, ma non è il solo a essere tormentato da incubi che diventano reali e dal desiderio di morte. Valentina, emotiva diciottenne "con quel visetto che si può avere solo a quell'età, i capelli rosa sparati qua e là e una pietrina incastrata nel naso", è stata tradita dal suo ragazzo e invano Francesca, l'amica del cuore, cerca di consolarla. Ram, meglio noto come "il corvo", scrittore decadente rimasto paralizzato in seguito a un incidente, è impegnato a dimenticare la sua ragazza, insofferente all'idea che il suo amore per lui possa essersi trasformato in pietà. E poi c'è Romeo, distrutto dalla morte di Giulietta e perseguitato da un misterioso demonio, Crislor, le cui continue apparizioni e trasformazioni arrivano addirittura a fargli credere che la sua amata sia ancora in vita, sprofondandolo nelle sabbie mobili della pazzia. Difficile dire chi stia peggio, in questo incubo nell'incubo, diabolica commistione tra realtà e fantasia che non dà tregua alle anime straziate dei personaggi, in un gioco al massacro che è la lotta tra l'amore per se stessi e quello per la persona amata, l'anima gemella, senza cui niente sembra avere più senso. Per Romeo e gli altri "non c'è mondo" al di fuori delle mura di Verona senza il proprio amore, eppure qualcosa c'è e scoprire cosa sarà la loro unica salvezza. Il finale sarà piacevolmente logico, oltre che sorprendente e terribile come la maggior parte della vicenda, destinata a suscitare più malessere che paura. Non c'è mondo è un romanzo intimistico che ha il pregio di incuriosire il lettore e di portarlo lontano, ma anche il difetto di confonderlo e di irritarlo con inopportune ripetizioni. Buono lo stile, scorrevole, asciutto ma non sciatto, con una nota di merito ai dialoghi, trascinanti.
Una storia per gli amanti del connubio tra Eros e Thanatos, qui particolarmente riuscito, e per chi vuole leggere qualcosa di nuovo, scoprendo un autore che probabilmente farà ancora molto parlare di sé e non solo sulla home page www.fantascienza.net/users/rcoltri dove troviamo la bibliografia e i link a tutti i racconti pubblicati in rete (da leggere il tremendo "La danza della sconfitta", per scoprire che fine hanno riservato i due porcellini superstiti al lupo cattivo che si è mangiato il loro fratellino).
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