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Recensioni

Matteo Curtoni
Una notte a mangiare smania e febbre

[Frassinelli, 2000]
[recensione pubblicata su M-Rivista del Mistero #4 e MondoNoir]

Quattro anni dopo lo sconvolgente racconto "Treccine bionde", apparso nella celeberrima antologia pulp Gioventù cannibale (Einaudi, 1996), Matteo Curtoni esce allo scoperto col primo romanzo, un feroce noir metropolitano che forse, più che terrorizzare, affascina. Una notte a mangiare smania e febbre è la storia di Daniele, un ragazzo allo sbando che, dopo essersi conquistato le simpatie di Maddalena, irresistibile dark lady, entra a far parte dei Ragazzi Morti, che non sono dei ragazzi che hanno smesso di vivere bensì, come dice Maddalena, "tutto il contrario". In effetti, questi presunti morti sono parecchio attivi e passano le notti a vampirizzare e cannibalizzare il prossimo, nell'ennesima celebrazione del connubio tra Eros e Thanatos. La forza della storia sta proprio in questa rielaborazione in chiave niente affatto soprannaturale del mito del vampiro, dove basta una semplice dentiera di acciaio per dilaniare il collo della vittima e succhiarne il sangue, per vivere davvero e essere più cattivi del sistema. E forse, il senso della febbre che porta i Ragazzi a uccidere sta proprio nel suo rappresentare una scelta, sia pure terribile. La libertà dei Ragazzi Morti passa attraverso la febbre così come la libertà dell'Alex di Arancia meccanica passava attraverso l'ultraviolenza. Il romanzo di Curtoni ha meno da dire rispetto a quello di Burgess, ma ha comunque un suo background preciso, che, anche se con fatica, va studiato e, se possibile, assimilato, per capire che i veri mostri non sono i Ragazzi Morti, ma coloro che, ancora prima degli altri, uccidono se stessi, con le convenzioni, i luoghi comuni, il nulla. Con tutte le cose che li annichiliscono, facendoli diventare Morti sul serio. Evidentemente, finché ci sarà qualcosa da mordere, ci sarà di che vivere. In definitiva, Una notte a mangiare smania e febbre rappresenta una lettura intrigante, supportata da uno stile corposo che rende tutto ancora più gotico, per la soddisfazione del lettore che, come sempre, non ha paura di avere paura. L'autore ha un sito all'indirizzo www.matteocurtoni.com.

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