![]() Home | News | Racconti | Ombre | Reading | Teatro | Cinema Avventure testuali | Enigma | Il giardino incantato | Premi | Incontri Interviste | TV & Radio | Rassegna stampa | La retata | Recensioni | Link | Extra | ||
IntervisteINTERVISTA ALLA CONSULENTE EDITORIALE, TALENT SCOUT E TITOLARE DELLA SHERLOCKIANA DI MILANODozio: Son tutti bravi i giallisti d'ItaliaOgni sabato nella sua libreria incontri con gli scrittori: domani Lucarelli e Rigosi[pubblicata su Il Secolo XIX del 31 gennaio 2003] Editor e consulente di autori e case editrici, eccezionale talent scout, organizzatrice di incontri, conferenze, dibattiti e presentazioni in Italia e all'estero, Tecla Dozio è soprattutto la titolare della Sherlockiana, la Libreria del Giallo di Milano, tempio della narrativa di genere italiana e straniera, dove è possibile trovare anche i volumi piú rari. Punto di ritrovo di autori, editori e vari addetti ai lavori, come anche di semplici appassionati, la Sherlockiana, al numero 1 di via Peschiera, presenta ogni sabato a mezzogiorno, un libro nuovo, con relativo autore. Come hai iniziato a occuparti di giallo in maniera professionale? «Per caso. O forse per destino? Sono sempre stata una forte lettrice e, senza esserne consapevole, soprattutto di gialli, noir e fantascienza. Nel 1990, mi è stato offerto di lavorare alla Libreria del Giallo, non ci ho pensato un momento ed eccomi qua. Nel 1992, quando i proprietari della libreria hanno deciso di cederla, ho venduto la mia casa e ne ho rilevato il 90% delle quote, per evitare che si trasformasse in chissà cosa.» Quali sono i tuoi autori preferiti e perché? «Non è una domanda alla quale io possa rispondere facilmente. A moltissimi autori, sia italiani che stranieri, sono legata da forte amicizia e non me la sento di fare classifiche. Posso dire che quando ho letto L'estate torbida di Carlo Lucarelli -che non conoscevo- ho subito iniziato Carta bianca e, quando ho finito Almost blue, l'ho chiamato (nel frattempo eravamo diventati amici) per ringraziarlo di averlo scritto. Marcello Fois è, a mio parere, uno dei piú grandi scrittori italiani e i tre romanzi con Sebastiano Satta sono noir dove letteratura, poesia, storia e impegno socioculturale si fondono in un'armonia straordinaria. Pinketts ha il senso della frase. Credo che lo Scerbanenco di Duca Lamberti e di Milano calibro 9 sia un grande maestro. Massimo Carlotto, con ogni suo romanzo, riesce a commuovermi, spaventarmi, irritarmi, affascinarmi e dell'Alligatore sono follemente innamorata. Ritengo, Nicoletta Vallorani, la piú completa scrittrice in circolazione e il suo ultimo romanzo Eva una grande prova di maturità letteraria; Barbara Garlaschelli è una mia pupilla e lo è diventata con la cattiveria delle sue storie, la forza della sua scrittura e il suo humor. E poi Macchiavelli, Camilleri, Piazzese, De Cataldo, Rigosi, Baldini, Evangelisti, Dazieri, Condò, Faletti.» E degli stranieri, chi ti piace? «Burke, Crais, Connelly, Taibo, Padura Fuentes, Woolrich, Larsson, l'opera omnia. E ancora: Deaver, Fregni, Lansdale, George, Brookmyre, Child, Pagan, Mankell, Chavarria e tanti altri, è impossibile ricordarli tutti. Non dimentico Chandler, Hammett, Izzo e gli altri "maestri", ma questo è un altro discorso. Gli ultimi romanzi che mi sono piaciuti tantissimo sono: Passo falso di Michel Rio, Dark Matter di Philip Kerr, Amabili resti di Alice Sebold, Il caso Maurizius di Jakob Wassermann.. Ma quello che mi ha veramente entusiasmato è stata la lettura (in dattiloscritto, uscirà a fine marzo) del saggio di Carlo Oliva Storia sociale del giallo.» Il giallo è vera letteratura? «Non esistono letterature di serie A o B, esistono bei romanzi e brutti romanzi. Posso aggiungere che, secondo me, nella letteratura di genere ci siano tantissimi bei romanzi.» Che cosa bolle nella pentola della tua libreria? «Bollono molti succosi manicaretti. Iniziamo domani: oltre all'antologia Innamorati da morire, presenteremo il nuovo romanzo di Simona Vinci Come prima delle madri (Einaudi), poi incontreremo Philip Kerr, Santo Piazzese, Roberto Mistretta, Paolo Di Orazio.» | ||