Marco Montemagno

Intervista e recensione del libro “Codice Montemagno”

Il lavoro non si cerca, il lavoro si attrae. Soprattutto online. A dirlo è Marco Montemagno. L’istrionico imprenditore del digitale ritiene il web uno strumento fondamentale per il mondo dell’impresa e della cultura. Uno specchio di Alice, attraverso il quale è possibile vedere e realizzare i propri sogni. A cominciare da quello di trovare e mantenere un impiego che permetta di esprimere il proprio potenziale creativo e soddisfare l’indole comunicativa.

Marco Montemagno

Marco “Monty” Montemagno è noto per le trasmissioni condotte in tv e in radio e i tanti eventi organizzati sulle nuove forme di business e comunicazione. Nel 2007 ha fondato la piattaforma online Blogosfere, con cui ha valorizzato in Italia il fenomeno del blogging. Poi è passato a occuparsi delle opportunità fornite dai social network. Nel 2015 ha creato la pagina Facebook @montemagno sulla quale ogni giorno pubblica un video che illustra le opportunità di lavoro fornite dalle tendenze tecnologiche. 

La pagina ha da tempo raggiunto e superato il milione di fan. Un pubblico fedele e appassionato, che ogni giorno guarda, commenta, condivide i consigli di Marco Montemagno su come avere successo, o almeno farsi notare, online. I video sono diventati anche un libro, che nel gennaio del 2017 ha stabilito il record di prenotazioni su Amazon.

Codice Montemagno, dai video al libro

Codice Montemagno

Pubblicato da Mondadori Electa, Codice Montemagno – di cui su Amazon si può leggere un estratto – è un volume di 240 pagine. L’opera schematizza e approfondisce le tante idee presentate da Monty su Facebook e le rilancia insieme a esempi e aneddoti che rendono l’esposizione più organica e accattivante.

“Una scelta che non è affatto anacronistica” precisa Montemagno. “Anche se lavoro con Internet, e di solito comunico con dei video, il libro rimane un efficace strumento di comunicazione. Soprattutto in forma cartacea, permette di raggiungere le (non poche) persone che, in Italia, faticano ad approcciarsi al digitale. Inoltre è stata una occasione per recuperare tutto ciò che ho detto da quando ho iniziato a fare video. Ho potuto vedere che cosa c’era di giusto e di sbagliato, e proporre una sintesi aggiornata del mio pensiero sul web.”

In effetti gli errori sembrano essere frequenti, in rete e fuori. “Nella vita prendiamo troppe decisioni per non sbagliare mai. Anche io ho fatto, e faccio, molti errori. Alcuni però sono nati da tentativi legittimi e meritevoli. Uno dei primi social network della storia è stato Friendster, nato un anno prima di MySpace e due di Facebook. Non ha avuto successo perché troppo in anticipo. Io stesso non ebbi riscontro quando provai a lanciare un clone italiano, Groupster“.

Il superpotere dell’inimmaginabilità 

Oggi il digitale offre opportunità che dieci anni fa erano inimmaginabili. Proprio il superpotere della inimmaginabilità secondo Marco Montemagno è tra le condizioni che possono favorire il successo. “Pensare a dove si vuole andare, anziché a dove si è, aiuta. Mark Zuckerberg è il primo a dire che il suo lavoro si concentra non su quello che Facebook è oggi, ma su quello che può diventare domani. Osare con l’immaginazione è importante, così come saper imparare dagli insetti, che grazie a velocità, adattabilità, scoperta e conquista di spazi piccoli ma ospitali prosperano sulla terra più dell’uomo.”

Il bello del web è che chiunque può (ri)mettersi in gioco, a qualunque età. “Chi cerca lavoro, di solito prepara un curriculum e lo manda in giro. Fare così è facile, ma è anche difficile ottenere risultati. Con Internet, attraverso la divulgazione di contenuti opportuni, si può conquistare la popolarità necessaria a crearsi un mercato. Per questo dico che il lavoro non si cerca: il lavoro si attrae.”

La realtà del futuro sarà aumentata

Tra le tendenze che caratterizzeranno il panorama digitale dell’immediato futuro, oltre a quella consolidata dei video, Marco Montemagno vede la realtà aumentata. “È una tecnologia” spiega l’esperto “che permette di arricchire la percezione sensoriale con elementi indotti da dispositivi specifici, come occhiali e guanti. Poter creare mondi nuovi intorno a noi ha implicazioni allettanti, declinabili in un business pazzesco. Come sempre, capire dove va il futuro è fondamentale per arrivarci per primi.”

Marco Vallarino