Sacrificio disumano è il racconto con cui, la settimana scorsa, ho vinto l’edizione 2026 del concorso letterario abbinato al festival AG Noir di Andora. La rassegna dedicata al mondo dell’intrigo e del mistero, tra cronaca nera, letteratura, cinema e tv, promuove ogni anno una gara tra scrittori e scrittrici, legata a un tema particolare. Per il 2026 era stato scelto il capro espiatorio, che ho declinato in una storia di solitudine, frustrazione, manipolazione, destinata a raggiungere, al suo culmine, apici di violenza devastante.
Questa la motivazione con cui la giuria ha deciso di inserire “Sacrificio disumano” tra i dieci vincitori del concorso:
Un finale a sorpresa per un racconto teso, ben costruito e piacevolissimo in cui il tema del capro espiatorio è centrato e non banale. Mai fidarsi di nessuno, perché esistono persone capaci di manipolare gli altri.
Particolarità del racconto è che è scritto in seconda persona: è infatti il manipolatore a raccontare al manipolato come sia diventato il sacrificio disumano sull’altare del suo successo.
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