A cena col vampiro, una stroncatura da paura

Era un po’ che volevo parlarvi del canale YouTube Stroncando l’Orrore dell’amico Screammaker e finalmente oggi è capitata l’occasione giusta. Screammaker è uno youtuber che da qualche anno si diverte a ridicolizzare i film horror (e non) più brutti di sempre, con l’aiuto di alcuni personaggi interpretati da se stesso che rendono la scena più vivace.

L’anno scorso per la stroncatura di R.O.T.O.R. ha tirato in ballo pure Darkiss, in una spassosa gag sui problemi di comunicazione tra uomo e computer. Oggi invece su Stroncando l’Orrore è apparsa la stroncatura di A cena col vampiro, film (all’apparenza) horror di Lamberto Bava girato nel 1988 per il ciclo Brivido Giallo di Italia 1, rassegna che per gli amanti del trash (anche involontario) è diventata un cult e di cui fanno parte anche Una notte al cimitero, La casa dell’orco e Per sempre.

In realtà già in passato Screammaker ha proposto video in cui mette alla berlina incongruenze, sciatterie e difetti vari di film di vampiri. La saga di Twilight, il Dracula di Dario Argento, La notte dei vampiri, Dracula 3000 sono i primi che mi vengono in mente, ma sul canale ne troverete sicuramente altri (a proposito, iscrivetevi). Stavolta però ci troviamo di fronte a un vero abominio, pressoché in antitesi con il termine horror, e tra l’altro firmato dallo stesso regista di Demoni e di altri film non di “paura” piuttosto validi. Quindi approfitto di questa disastrosa mascherata, che ha coinvolto anche il povero George Hilton, per invitarvi a seguire Stroncando l’Orrore.

Ci sono anche video su film tratti da videogiochi, come i pessimi Double Dragon e Super Mario Bros. Non mancano stroncature di film italiani di recente produzione come Dreamland e Uno specchio per Alice. I miei preferiti però sono quelli dedicati a classici degli anni 50 e 60 come The Creeping Terror e Frankenstein alla conquista della terra: cercateli!

Dracula Untold, una pugnalata revisionista al cuore del re delle tenebre

In tempi in cui i vampiri più popolari al cinema, in tivù e in libreria sono quelli che luccicano alla luce del sole e si battono per la salvezza di belle ragazze innamorate di loro (anziché dimorare nelle tenebre e seminare ovunque morte e distruzione), era inevitabile che presto o tardi anche il più malvagio, temuto e apprezzato (dai fan dell’horror) dei mostri succhiasangue cadesse vittima di questa nuova moda.

Il film Dracula Untold diretto da Gary Shore e appena uscito nelle sale è una pugnalata revisionista al cuore del principe delle tenebre per antonomasia, che lo svuota della sua intrinseca, e per molti affascinante, crudeltà per riempirlo di una dietrologia bislacca ma comunque appassionante, che già si era intravista nel 1992 nel sontuoso Dracula di Francis Ford Coppola.

Il re dei vampiri (e del terrore) non è diventato tale per vocazione o per sbaglio, bensì per difendere la sua famiglia e la sua terra da un nemico troppo grande per essere combattuto ad armi pari, cioè senza stregonerie. Solo con l’aiuto delle forze del male, Vlad Tepes – interpretato da un dignitoso Luke Evans – potrà fermare l’avanzata dello sterminato esercito turco in Europa e salvare la gente e i luoghi che ama e che ha giurato di proteggere. Ma gli eccezionali poteri che, come un supereroe dei fumetti, gli permetteranno di sbaragliare mille soldati in una notte, saranno pagati a caro prezzo dal principe di Valacchia.

Il tormento dell’inestinguibile sete di sangue sarà solo la punta di un gigantesco iceberg fatto di dolore e disperazione, che lo costringerà a vivere nelle tenebre, lontano dai suoi cari e rinnegato dagli stessi uomini che ha difeso a costo… dell’anima, più che della vita. Condannato a un’eternità di solitudine e rimpianti (o almeno rimorsi), Dracula finirà per apparire quasi come un disadattato, più in cerca dell’amore perduto che del sangue di giovani fanciulle, com’era già stato per quello di Coppola e in un altro verso per quello del 1931 di Tod Browning, benché Bela Lugosi fosse davvero terrificante.

Dall’inizio alla fine di Dracula Untold, è evidente il tentativo di modernizzare il personaggio, sia presentandolo come protagonista anziché come antagonista, secondo lo stile neo-noir, sia motivando in modo inoppugnabile il suo passaggio al lato oscuro della forza, avvenuto a fin di bene. Oltre a favorire l’immedesimazione dello spettatore, il cambio di approccio garantisce al personaggio una maggiore profondità, che lo rende meno prevedibile, più sfaccettato e quindi più adatto a tenere banco per quella che, nelle intenzioni degli Universal Studios, dovrebbe essere una vera e propria saga.

Il film in sé è godibile e, pur non offrendo momenti di particolare suspense, ha ritmo ed è costruito abbastanza bene. Certo, non è un horror e non fa paura neanche un po’, ma visto come pellicola d’azione e di guerra di tono drammatico può portare a casa una sufficienza abbondante. Il punto debole a mio avviso è la regia, piuttosto sciatta, che non rende giustizia alle belle scenografie e in certi momenti rende complicato seguire le scene più concitate. Senza infamia e senza lode le interpretazioni degli altri attori, che sembrano stare sul set solo per dare le battute a Dracula… o farsi trucidare da lui!

In conclusione, chi è disposto, anche solo per curiosità, ad accettare questa interpretazione revisionistica del mito di Dracula, in vista di nuove terrificanti peripezie, dovrebbe apprezzare il film. Gli altri possono consolarsi con la miriade di film di vampiri della Hammer che ancora girano nelle videoteche e su YouTube.

A Sanremo ad Halloween si cena col vampiro

Halloween incombe e, per celebrare nel modo migliore la terrificante ricorrenza del 31 ottobre, il ristorante Buca Cena di Sanremo ha deciso di rispolverare lo spettacolo di teatro interattivo A cena con il vampiro che avevo portato in scena nella primavera nel 2011, poco dopo l’uscita di Darkiss 1, con gli amici del Teatro del Banchero di Taggia e dello Stregatto di Imperia. Domani sera, l’esclusivo ritrovo del Golf degli Ulivi ospiterà una truculenta variante del classico murder party, in cui al posto del morto ci sarà il… non morto!

Pensata come vivace intermezzo tra le vicende videoludiche di Darkiss 1 e Darkiss 2, la storia che introduce all’azione della cena col vampiro vede Martin Voigt tornare allo Yoshiwara Club per incontrare Lilith e… scoprire chi è stato a tradirlo, rivelando al professor Anderson l’ubicazione del suo nascondiglio per farlo uccidere.

Oltre che odiato e temuto dagli uomini che sono al corrente della sua esistenza, Martin V. è inviso a molti vampiri, che non sopportano la sua tracotanza. Più di uno di quelli con cui ha avuto a che fare negli ultimi secoli, potrebbe aver avuto un buon motivo per farlo fuori. Siccome però nessuno avrebbe avuto la forza di affrontarlo (e batterlo) da solo, uno di loro – il più infido! – ha deciso di rivolgersi a un autentico specialista nella caccia ai vampiri: il professor Anderson!

Ora però Martin Voigt è tornato ed è deciso a vendicarsi del tradimento subito nel peggiore dei modi! Lilith, per dimostrargli il suo amore, ha radunato allo Yoshiwara Club i principali sospettati, per permettergli di interrogare ognuno di loro fino a scoprire il colpevole. Trattandosi di uno spettacolo di teatro interattivo, il pubblico potrà, tra una portata e l’altra della cena, partecipare all’indagine e interpellare gli attori che interpreteranno gli altri vampiri sul loro rapporto con Martin, verificando alibi e scoprendo possibili moventi.

L’evento al Buca Cena, che promette emozioni forti, colpi di scena a ripetizione e un finale degno di Halloween, viene proposto a 45 euro con il seguente menu a tema, servito a partire dalle 20.30: antipasto con flan di funghi porcini con vellutata di Toma e taleggio; tortelloni al parmigiano su crema di zucca; tagliata di Black Angus al forno con cipolla rossa di Tropea passata, olive taggiasche e letto di scarola; torta della strega con crema di castagne, nocciole e zabaione. Gran finale con caffè e ossa di morto!

Gli attori che andranno saranno Chiara Giribaldi, Antonio Manconi, Alessandro Cirilli, Massimiliano Antonelli, Desiree Durando, Giulia Peano, Eleonora Olivera, Giovanna Marzuoli, Giorgia Brusco, Eugenio Ripepi, Consuelo Benedetti.

Lo spettacolo e la compagnia del Teatro del Banchero sono a disposizione per eventuali repliche in altri ristoranti, con prezzo e modalità da concordare. Intanto per prenotare la cena col vampiro al Buca Cena, già segnalata da Sanremo News e Il Secolo XIX, chiamate lo 0184 557442. E buon appetito!

I vampiri di McCammon hanno sete e vogliono dissanguare Los Angeles

In realtà il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è stata la vicinanza del suo tema di fondo con quello della saga di Darkiss, ovvero l’ambizione dei vampiri di uscire dalle tenebre in cui si muovono da sempre per conquistare il mondo e ridurre l’umanità in schiavitù. Un’impresa tutt’altro che semplice, vista l’impossibilità dei mostri succhiasangue di muoversi di giorno (e nel romanzo di McCammon non ci sono le sacerdotesse di Valmar a dare una mano). Il principe Conrad Vulkan, vampiro ultra centenario in arrivo dall’Ungheria, è però convinto di potercela fare, grazie all’aiuto di un certo Gran Maestro che può essere facilmente identificato con il diavolo in persona.

La scelta di Los Angeles come prima grande città da conquistare nel mondo per dichiarare ufficialmente guerra al genere umano viene legittimata in mondo assai articolato e convincente nel corso della storia. L. A. viene innanzi tutto considerato un posto dalla fama piuttosto eccentrica, in cui può succedere di tutto senza che nessuno ci faccia caso, tanto meno le forze di polizia. Brulica di giovani in arrivo da tutti gli Stati Uniti (e anche dal Messico e molti altri paesi) in cerca di fortuna nel mondo dello spettacolo, e i giovani sono quello che serve al principe Vulkan per allestire l’esercito di non morti che poi marcerà (al passo dell’oca o del pipistrello?) sul resto della nazione. Inoltre Los Angeles, per via del deserto e delle montagne che la circondano, è piuttosto isolata dalle altre grandi città degli Stati Uniti e questo renderà più difficile la fuga degli abitanti, quando la mattanza dei vampiri raggiungerà il culmine, così come l’arrivo di rinforzi da fuori.

Anche se all’inizio quasi tutti faticano a credere che l’ondata di omicidi e sparizioni che si è abbattuta sulla città sia opera dei vampiri, ci sarà ovviamente qualcuno che proverà a battersi contro le forze oscure di Conrad Vulkan. Il detective Andy Palatazin, scappato da bambino dall’Ungheria dopo che i vampiri avevano conquistato il suo villaggio, riconoscerà subito il pericolo incombente su L. A. e si darà da fare per scovare il covo del sedicente re dei vampiri per ficcargli un paletto nel cuore e mettere fine alle sue malefatte. Nel frattempo dovrà tenere a bada anche un efferato serial killer meglio noto come lo Scarafaggio, che presto finirà per diventare uno dei più fedeli alleati di Vulkan.

A Palatazin si uniranno nel corso dell’azione vari personaggi, tra cui un bambino appassionato di film horror, figura piuttosto consueta in opere di questo tipo, che senza dubbio favorisce l’immedesimazione di molti giovani lettori. La loro sarà un’impresa disperata, che porterà a un finale davvero sorprendente, per quanto ben preparato durante la storia, e a mio avviso originale.

Com’è tipico dell’autore, il libro ha un ritmo travolgente, a dispetto delle oltre seicento pagine. I personaggi sono tratteggiati piuttosto bene e sono meno stereotipati di quanto ci si possa aspettare in un’opera del genere. Le motivazioni che li portano a scegliere da che parte stare sono articolate, plausibili e tutt’altro che scontate. E poi c’è un sacco di suspense, soprattutto nella parta centrale della storia, quando i vampiri iniziano a fare strage della popolazione di Los Angeles e diventa difficile capire chi ce la farà a non farsi prendere e chi no.

La cosa che mi è piaciuta di meno del libro è la traduzione, che pur essendo piuttosto scorrevole contiene sviste e imprecisioni che a tratti rendono complicato seguire lo svolgersi dell’azione. Comunque, nell’economia generale dell’opera, si può tranquillamente soprassedere. Hanno sete è un romanzo che consiglio a tutti gli appassionati di storie di vampiri. Anche se non mi ha fatto gridare al miracolo come Tenebre, mi è piaciuto più de Le notti di Salem di Stephen King, Il signore dei vampiri di Hugh Davidson e di altri classici del genere catastrofico. E poi ho trovato spunti interessanti sia per Darkiss 3 che per lo spin-off di Anderson, che presto o tardi vedranno la luce, anzi le tenebre!

The Strain, i vampiri in tv sono di nuovo cattivi

Il sogno di Guillermo del Toro e Chuck Hogan di realizzare una serie tv su vampiri tutt’altro che dolci e romantici (ogni riferimento a Twilight e The Vampire Diaries è puramente voluto) è diventato finalmente realtà. A pochi anni dall’uscita dei loro romanzi di (grosso) successo, The Strain è arrivato sul piccolo schermo con un ambizioso progetto che prevede la realizzazione di almeno tre stagioni dedicate alla lotta dell’epidemiologo Ephraim Goodweather contro i principi della notte.

Tutto comincia all’aeroporto di New York con il ritrovamento, dopo un atterraggio anomalo, di un aereo apparentemente ‘fantasma’. Le luci sono spente, i finestrini (quasi tutti) chiusi, le porte sigillate. Dall’interno non proviene alcun segno di vita, eppure dovrebbero esserci più di duecento persone, tra l’equipaggio e i passeggeri.

Una volta salito a bordo insieme alla sua collega Nora Martinez, Goodweather scoprirà che sono tutti morti, o quasi. Quattro persone, tra le quali un famoso musicista metal, Gabriel Bolivar, sembrano essere sopravvissute al misterioso ‘incidente’ che ha causato una vera e propria strage, lasciando in giro tracce inquietanti, come un forte odore di ammoniaca, aloni biancastri visibili solo alla luce ultravioletta, alcuni vermi lunghi e sottili (che a quanto pare sono i veri portatori del terribile virus) e una gigantesca cassa piena di terra, che poi si scoprirà essere una bara.

Solo un vecchio professore di origine armena, Abraham Setrakian, che gestisce un banco dei pegni nei sobborghi della metropoli, sembra sapere che cosa sta succedendo. Ma il suo tentativo di mettersi in contatto con Goodweather fallirà, e la sparizione della bara dal deposito dell’aeroporto darà inizio a una escalation di orrore e violenza che sembra promettere molto bene per le prossime puntate della serie, in vista di una invasione di New York da parte delle forze del male.

Nato proprio come progetto per la tv e poi diventato un romanzo horror per la mancanza di budget, The Strain segna il ritorno in grande stile dei vampiri cattivi sul piccolo schermo. Dopo che serie come Moonlight, True Blood e soprattutto The Vampire Diaries, oltre che i romanzi e i film di Twilight, ci avevano fatto credere che ci fossero concrete possibilità di coesistenza tra i mostri succhia sangue e il resto del genere umano, l’opera di del Toro e Hogan, che schiera nel cast Corey Stoll, David Bradley e la bellissima Mia Maestro, sembra riportarci ai cari vecchi tempi di Dracula, Kurt Barlow, Lord Ruthwen, con vampiri e umani a combattersi letteralmente all’ultima sangue, in maniera trucida, ma anche vibrante, che dispensa suspense a piene mani.

La prima puntata di The Strain, andata in onda negli Stati Uniti lo scorso 13 luglio, è stata accolta da un grosso successo di critica e pubblico e ha creato grosse aspettative per il prosieguo della serie, che speriamo non vadano deluse.

Le vampire di Praga, un romanzo horror di Andrea Carlo Cappi

Per festeggiare in maniera ‘congrua’ i 20.000 download di Darkiss 1 ho deciso di regalarmi questo romanzo horror dell’amico Andrea Carlo Cappi, acclamato scrittore e sceneggiatore milanese con cui ho condiviso tante ‘battaglie’ letterarie, tra le quali la super antologia di racconti ‘crudeli’ Anime nere reloaded uscita nel 2008 nei blasonati Oscar Mondadori con la curatela di Sergio Altieri.

Il libro in realtà deve ancora arrivarmi, per cui non posso sbilanciarmi a scrivere una recensione. Immagino comunque vi farà piacere avere qualche dato sull’opera, per meditare su un eventuale acquisto. Presentato come “una bruciante miscela di suggestioni da cinema e fumetti anni 70”, l’opera di Cappi è un thriller erotico ultra moderno che “arriva dove nessuna storia di vampiri ha mai osato spingersi finora”, presentando dopo i successi mondiali di Twilight e delle 50 sfumature “una nuova dimensione dell’horror e dell’eros”.

Protagonista della vivace e conturbante storia è Rhona, la donna dai capelli rossi che si esibisce tutte le sere al Danse Macabre di Praga. Dal suo aspetto sembrerebbe avere vent’anni, ma in realtà ne ha più di centoquaranta. Nel 1890 è stata contaminata dal virus che ha fatto di lei una vampira, un essere immortale che si nutre di sangue e spesso ricorre al proprio magnetismo sessuale per procurarsi le prede.

Rhona sa che, se la polizia notasse uno schema riconoscibile nelle sue vittime, la notizia arriverebbe alla Lex, organizzazione privata dai fondi illimitati votata alla distruzione della sua razza. Per questo va a caccia nel sottobosco criminale della città, attenta a non lasciare tracce e scegliendo vittime su cui la polizia non perderà troppo tempo a indagare. Finché una notte, di fronte a una ragazza in fin di vita dopo uno snuff movie, non cede alla tentazione di salvarla, rendendola uguale a sé. Ora ha una compagna, una amante, un’allieva. Ma creare una nuova vampira è sempre un rischio. A volte un suicidio.

Restando in tema di narrativa ‘non interattiva’ vi ricordo che da qualche settimana è on line sullo Zodiac Store una versione ‘deluxe’ (e gratuita) di Darkiss 1 che comprende anche il mio racconto horror “Il vampiro di Triora”, il cui protagonista decide di provare a emulare a suo modo le efferate gesta di Martin Voigt, con conseguenze catastrofiche…

Vampiri a Venezia

Ha fatto scalpore la notizia del barista di Venezia che dava da bere tazzine del suo sangue per trasformare i clienti in vampiri. Una storia ridicola, oltre che assurda e inquietante, che mi ha ricordato il mio vecchio racconto horror Il bar dei vampiri pubblicato nel 2001 nella antologia Ultimi morsi curata dal genovese Ettore Maggi per il Club GHoST di Torino e poi uscito on line sul sito di storie inquietanti Altrove.

Vampiri al bar

Già è stupefacente come a volte la realtà superi la fantasia o almeno la eguagli. Però a colpire di più è l’imbecillità di gente che nel 2012 crede ancora all’esistenza dei vampiri e soprattutto alla possibilità di diventare uno di loro semplicemente bevendo del sangue o partecipando a qualche rito, destinato spesso a concludersi tragicamente.

A parte il rischio di prendersi l’Aids (o altre malattie), citato da quasi tutti i siti e i giornali che hanno riportato la notizia, ormai dovrebbe essere accertato che i vampiri siano solo una (notevole) opera di fantasia e che il fatto che il loro più grande potere sembrerebbe essere quello di far credere che non esistono sia solo un (efficace) espediente narrativo per rendere più avvincenti e suggestive certe storie.

L’intervista al vampirologo per fugare ogni dubbio

Se qualcuno ha ancora dei dubbi in proposito, può schiarirsi le idee leggendo l’intervista che avevo fatto lo scorso inverno al vampirologo Fabio Giovannini che fa i suoi migliori auguri a chi cerca su Internet come trasformarsi in vampiro.

Non ci sono vampiri a Venezia così come non ci sono vampiri in nessuna altra città d’Italia e del mondo. Se proprio volete incontrare un vampiro, leggete un romanzo di Anne Rice, guardate un film su Dracula. Oppure giocate a Darkiss! Vi assicuro che il mostro succhiasangue Martin Voigt saprà soddisfare appieno la vostra sete di horror.

Intervista al vampirologo Fabio Giovannini

Darkiss! Il bacio del vampiro

Da quando il mio videogioco Darkiss è on line, cioè da un anno e un paio di mesi, tra le tante richieste di aiuto sul gioco, i complimenti, le critiche – poche, per fortuna! – e varie altre osservazioni, ho ricevuto anche messaggi di gente che in tono presumibilmente serio mi domandava come fare a trasformarsi in vampiro per vivere nello splendore delle tenebre per l’eternità, succhiare il sangue (e trasformare a loro volta) fidanzati/e, amici/e, parenti/e, eccetera.

Qualcuno, per la verità, si sarebbe accontentato di incontrare dal vivo dei veri vampiri, assolutamente certo della loro esistenza. I più arditi sono arrivati a presumere che io stesso – Marco Vallarino, l’autore del gioco – sia un vampiro, nonostante ci siano decine di foto e video che mi ritraggono alla piena luce del giorno.

Le parti più buffe di questi messaggi sono quelle che dicono: «Io so che tu sai dunque non fare finta di non sapere» – soprattutto dopo l’uscita del mio saggio Vampiri: tenebrosa fantasia o terrificante realtà? che in fondo era solo un vivace elenco di aneddoti e storie sui cosiddetti principi delle tenebre – e a nulla sono valse le mie risposte atte a stemperare certi comportamenti un po’ strampalati. Anzi, a volte hanno generato reazioni ancora più assurde, che rileggo sempre con stupore (e gran divertimento).

Ovviamente non pubblicherò una riga di questi messaggi, dunque state tranquilli, miei cari aspiranti vampiri, la vostra privacy è al sicuro. Tuttavia, questo proliferare di disinformazione sul mondo dei vampiri mi ha dato una buona scusa per chiamare il mio vecchio amico e compagno di merende neo-noir Fabio Giovannini. Il popolare saggista e scrittore horror, oltre che consulente Rai, è anche uno dei maggiori esperti italiani di vampiri. Un vampirologo, come direbbe qualcuno.

Il vampirologo Fabio Giovannini

Autore di diversi saggi sull’immaginario e su temi sociali, Fabio Giovannini ha pubblicato per Dedalo Il libro dei vampiri e per Il Minotauro In viaggio con Dracula. Per Stampa Alternativa ha curato Lord Ruthwen il vampiro di Charles Nodier e Carmilla la vampira di J. S. Le Fanu, l’antologia Prima di Dracula, le fiabe di Bram Stoker Il paese del tramonto, il Millelire I vampiri sono tra noi! e Guida ai cimiteri d’Europa.

Un personaggio dunque ideale per soddisfare ogni tipo di curiosità sul tema, che con amicizia e complicità si è prestato volentieri all’intervista che state per leggere.

Fabio Giovannini, come e quando è nato il tuo interesse per i vampiri e poi come si è sviluppato in anni di studi e ricerche? Cosa ti interessava in particolare sapere sui vampiri?

Fin da ragazzino avevo una passione per l’horror e il gotico, letterario e cinematografico, e presto mi sono reso conto che la figura più affascinante e complessa era quella del vampiro. I primi decenni della mia passione per i vampiri si concretizzavano in un collezionismo estremo, cercavo di procurarmi tutto ciò che era stato stampato o pubblicato sui vampiri (almeno in Europa e Usa). Ed era quasi possibile! Poi negli anni Novanta c’è stato il primo boom del vampirismo, con Intervista col vampiro e il Dracula di Coppola. Da allora la mania collezionistica è stata devastata: impossibile stare dietro a tutte le uscite editoriali (o cinematografiche, teatrali, ecc.). Ora supplisce Internet, vera miniera infinita di dati e notizie.

In veste di vampirologo, che cosa pensi che rappresenti la figura fantastica del vampiro per l’uomo? Perché ne è così attratto?

La figura del vampiro unisce la paura per la morte (il cadavere che torna dalla tomba) con l’erotismo (il bacio vampiresco). E inoltre seduce per la sua immortalità e parziale onnipotenza.

Anni fa hai scritto un libro che era una guida ai cimiteri più antichi e famosi d’Europa. Durante i viaggi che hai fatto per documentarti e visitare di persona alcuni di questi luoghi, hai trovato “tracce” di vampiri?

L’atmosfera di tanti cimiteri monumentali è senz’altro vampiresca. Rimanda a una sensibilità gotica e fa riemergere nella memoria gli scenari di tanti film del terrore. Più di questo, in realtà, non c’è, dal punto di vista vampirico. Il cimitero di Highgate, a Londra, fu teatro di duelli tra occultisti a caccia di vampiri, nei lontani anni Settanta. Ma finì tutto tristemente in tribunale.

Hai mai creduto alla possibilità dell’esistenza dei vampiri? C’è una prova inconfutabile della loro non esistenza?

Non credo nel soprannaturale, quindi nemmeno nei vampiri. Detto questo, sono convinto da tempo che la nostra vita sia condizionata fortemente dal nostro immaginario, e nell’immaginario odierno si trova un mix di fiction e realtà che si fondono diventando spesso indistinguibili tra loro. Quindi i vampiri, esistendo in una quantità ormai incredibile di libri, film e serie tv, spettacoli, fumetti, videogiochi eccetera, esistono anche nella realtà. Ma in carne e ossa, no, non credo che esistano.

Cosa pensi di quelli che si definiscono Real Vampires, cioè vampiri che anziché il sangue succhiano l’energia psichica (intesa anche come stati d’animo) delle persone che stanno accanto a loro?

Spesso sono imitazioni aggiornate dei circoli esclusivi ed esoterici dell’Ottocento. Però il rischio, oggi, è di sconfinare nel patetico.

Il vampiro famoso per eccellenza è Dracula, ma in tutto il mondo esistono vampiri con forme molto più diverse e originali, perfino non antropomorfe. Che cosa pensi di queste altre leggende? Si collegano in qualche modo ai vampiri antropomorfi che noi tutti conosciamo?

Tutte le forme che la tradizione popolare dei vari paesi ha dato al vampiro (cioè a morti che tornano dalla tomba e succhiano il sangue dei viventi) hanno delle analogie. Ma è certo che il tipico vampiro passato dalla superstizione alla letteratura e poi alle altre forme di comunicazione è quello europeo.

Del resto, noi conosciamo (e riconosciamo quando ne leggiamo o guardiamo le imprese su uno schermo) un tipo di vampiro rielaborato nei secoli dall’immaginario. Il vampiro della superstizione era in genere un rozzo contadino, senza canini appuntiti, senza capacità di trasformarsi in pipistrello, eccetera. Noi invece associamo preferibilmente il vampiro al nobile vestito di nero, coi denti aguzzi e capacità di mutazione in animale.

Cosa pensi di chi si sottopone a operazioni ai denti che permettono di avere i denti come un vero vampiro? E di chi continua a cercare su Internet modi per trasformarsi davvero in vampiro?

Non sono particolarmente attratto dalle modifiche chirurgiche del corpo, nemmeno da quelle “dentistiche”. Auguri, poi, a chi cerca su Internet come trasformarsi in vampiro.

Esistono molte storie (film, libri e perfino giochi di ruolo) che prospettano un futuro in cui i vampiri sono troppi e gli esseri umani sono in via di estinzione. Per le tue conoscenze e accettando per un momento l’ipotesi che possano esistere i vampiri, ritieni mai che nella realtà ci si potrebbe trovare in una situazione del genere? Oppure i vampiri sarebbero troppo intelligenti per commettere un errore così umano?

Molti romanzi e qualche film hanno già ipotizzato che i vampiri, per evitare proprio l’estinzione delle loro vittime, si organizzino in forma sociale per porre delle regole all’attività vampiresca (ad esempio dovendo ottenere specifiche autorizzazioni dai loro capi per poter creare nuovi vampiri). Secondo la vulgata più diffusa in libri e film, le vittime necessitano di bere sangue di vampiro per trasformarsi in non-morti, il semplice morso non basta a trasformarli a loro volta in succhia sangue. È quindi sufficiente non somministrare sangue di vampiro al vampirizzato e si otterrà un contenimento adeguato della popolazione vampiresca.

Un vampirologo, o studioso dei vampiri, non può non essere attratto dall’occulto e dalla magia, che quasi sempre si intrecciano alle storie di questa razza di mostri succhiasangue. Cosa pensi del sovrannaturale? Esistono forze che non siamo ancora in grado di comprendere e manovrare appieno?

Come ho già detto, non credo nel soprannaturale. Però sono convinto che molto del “naturale” sia ancora inspiegabile e non comprensibile con le convenzionali analisi scientifiche. In quella zona inesplorata c’è ovviamente qualche mistero, anche in questo terzo millennio ipertecnologico.

Ci sono luoghi in Italia che possono essere ricollegati al vampirismo?

In Italia il folclore ha ospitato pochissime credenze simili a quelle sui vampiri, quindi non esistono luoghi esplicitamente legati a quella superstizione. Eppure siamo a due passi da altre zone europee dove la superstizione vampirica è nata e si è diffusa. Sarebbe interessante riflettere sul perché proprio in Italia le credenze sui vampiri siano pressoché assenti. La chiesa cattolica, tanto influente e dominante nel corso dei secoli, ha forse un ruolo nell’estirpazione quasi totale di questa superstizione dal suolo italico? Chissà.

Qual è l’ultimo progetto vampiresco di cui ti sei occupato?

Sto per mandare in stampa una edizione completa della raccolta di racconti L’invitato di Dracula, scritti da Bram Stoker e pubblicati postumi nel 1914. Il testo che dà titolo al volume era probabilmente uno dei capitoli iniziali del romanzo Dracula, poi eliminato prima della pubblicazione. L’edizione che sto curando propone per la prima volta in italiano l’intera raccolta, compresa l’introduzione originale della moglie di Stoker.

Darkiss dal gioco al racconto

È uscita quest’estate in libreria la raccolta di racconti gialli e horror Nero Liguria. Pubblicata da Giulio Perrone Editore nella collana Perrone Lab e curata da Daniele Cambiaso, la selezione di storie a tinte forti ambientate nella terra di Cristoforo Colombo e Andrea Doria ospita anche il mio testo Il vampiro di Triora, che porta le tenebrose atmosfere di Darkiss nel famigerato borgo delle streghe dell’entroterra del ponente ligure.

Protagonista della vicenda è un giovane traduttore tedesco e appassionato di horror, che dopo aver terminato con successo il gioco decide di provare a trasformare in realtà le gesta videoludiche del vampiro Martin Voigt, precipitando in un sanguinario vortice di morte e distruzione.

Nero Liguria è in vendita nelle miglori librerie a 18 euro e gli altri autori pubblicati nella raccolta sono Daniele Cambiaso, Claudio Asciuti, Sergio Badino, Fabio Beccacini, Maria Pia Damiani, Maurizio Lanteri, Lilli Luini, Antonio Lusci, Ettore Maggi, Giorgio Merega, Matteo Monforte, Andrea Novelli, Gianpaolo Zarini, Cristina Origone, Gianmarco Parodi, Alessandra Spagnolo, Loredana Squeri, Maria Teresa Valle, Denise Bresci, Ugo Polli, Valentino Sala, Gianfranco Staltari, Stefano Roffo. Qui la presentazione del libro uscita sul portale Horror Magazine.

Lord Ruthwen il Vampiro

Lord Ruthwen il Vampiro

La prima segnalazione del blog di Darkiss va a quello che è considerato in assoluto il primo romanzo di genere vampiresco. Scritto dal francese Charles Nodier sotto pseudonimo intorno al 1820, Lord Ruthwen il Vampiro è tra l’altro il seguito apocrifo della novella The Vampire inizialmente attribuita addirittura al dissoluto Lord Byron e poi riconosciuta come opera del suo medico personale (e aspirante autore) John William Polidori.

In Italia oggi possiamo leggere le efferate imprese di Lord Ruthwen grazie alla traduzione del vampirologo e scrittore genovese Fabio Giovannini. L’opera è stata pubblicata dall’editore laziale Stampa Alternativa in una lussuosa edizione della collana Fiabesca (18 euro, 200 pagine). Il libro acquista ancora più valore proprio per il fatto di proporre insieme al romanzo di Nodier la novella di Polidori, in una terrificante “summa” delle malefiche imprese di Lord Ruthwen.

Il primo vampiro della storia

Da un capo all’altro dell’Italia, tra Venezia, Firenze, Modena, Napoli, quello che può essere considerato il primo vampiro della storia della letteratura moderna (dato alle stampe 70 anni prima del Dracula di Bram Stoker) sconvolgerà le vite di molti innocenti, riuscendo (quasi) sempre a dimostrare la propria estraneità alle vicende più agghiaccianti.

Estremamente vivaci e inquietanti anche le storie collaterali che i vari personaggi si trovano a vivere e a rievocare durante l’inseguimento allo spietato mostro, senza dimenticare lo stesso particolare racconto del vampiro di Bagdad che Lord Ruthwen proporrà per cercare di accattivarsi le simpatie della sua corte.

A impreziosire ulteriormente il volume una Vampireide finale con foto, disegni e citazioni dei più famosi succhia sangue della storia. Oltre agli arci noti Dracula, Lestat, Edward Callen, sono presenti anche Kurt Barlow, Bill Compton, Angel, Jerry Dandridge, il Conte Strahd von Zarovich.

Per approfondire l’argomento, vi segnalo inoltre il mio saggio sui vampiri nella storia e nell’arte che ho scritto proprio per questo sito. E ricordate che vi aspetto nella Cripta di Darkiss!