Letteratura e Gamification, doppia conferenza on-line

Letteratura e gamification è un connubio che mi piace moltissimo. Come sapete, da vari anni cerco di incentivare lettura e scrittura sui supporti digitali tramite le mie opere di narrativa interattiva. Del resto viviamo in un periodo in cui la lettura sequenziale è concettualmente superata. Non solo per gli ipertesti che hanno proliferato grazie a Internet e oggi ci sembrano indispensabili per gestire la necessaria stratificazione dei contenuti. Ciò che più conta, infatti, è la possibilità di spaziare a piacimento nel testo, prima ancora che nella storia. Daniel Pennac già lo rivendicava trent’anni fa. Il suo diritto di leggere (e di non leggere) un libro a piacimento è ancora oggi fonte di molte discussioni.

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Avventure testuali su Computer Idea

Avventure testuali su Computer Idea

Computer Idea è il quattordicinale di Sprea Editori che, ogni due settimane, propone 48 pagine di articoli dedicati al mondo dell’informatica. Nel numero 207 in edicola da oggi, giovedì 9 luglio, trovate anche la mia presentazione di tre programmi gratuiti per scrivere avventure testuali in italiano. Si tratta dell’Adventure Writing System di Aristide Torrelli, del Pandor+ degli E-Paper Adventures e dell’Adventure Click di Rosario Sancetta. Tre sistemi di scrittura e programmazione di storie interattive davvero facili da usare e in grado di anche di garantire ottimi risultati.

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Gamification alla UC Berkeley

L’Università della California di Berkeley, nota come UC Berkeley, è considerata la più importante al mondo per quanto riguarda l’informatica. I suoi docenti e studenti hanno compiuto studi e ricerche fondamentali per lo sviluppo di importanti tecnologie, protocolli, applicazioni, linguaggi. A me piace ricordare il sistema operativo BSD, celebre variante di Unix che ogni tanto mi sono divertito a usare al posto di Linux.

UC Berkeley, foto di Gku

Potete quindi immaginarvi la mia emozione quando, nei giorni scorsi, ho ricevuto una email da uno studente della UC Berkeley. David Helldén mi ha scritto per chiedermi di intervistarmi nell’ambito di un progetto sulla gamification che sta sviluppando insieme ad alcuni compagni. Helldén ha avuto la bontà di specificare che, durante la fase di ricerca, il mio nome è emerso come quello di una delle persone più importanti e con maggiore esperienza nel campo! Così è nata l’idea di intervistarmi insieme, presumo, agli altri esperti trovati in rete.

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Leggere con la gamification

Leggere con la gamification è il titolo dell’articolo con cui ho iniziato, qualche giorno fa, la mia collaborazione con il portale InnovazioneCambiamento.it. Il testo, che riprende un altro articolo che avevo scritto per il quotidiano Libero un paio di anni fa, è fondamentalmente un breve saggio su come sia cambiato il modo di leggere in Italia.

Con l’avvento degli ipertesti elettronici e il proliferare di smartphone e tablet, e dei loro piccoli schermi, la gente si è disabituata alla lettura sequenziale e ha iniziato a prendere confidenza con nuove forme di comunicazione letteraria. Tra questa c’è anche la nostra cara vecchia Interactive Fiction che, a dispetto dei suoi quarant’anni (abbondanti, ormai) di vita, sembra essere più in linea oggi di ieri con i gusti e le aspettative del pubblico.

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Ipernarrativa, la nuova frontiera dello storytelling secondo Bonaventura Di Bello

Bonaventura Di Bello è tornato. Il leggendario autore delle avventure testuali per Spectrum 48, Commodore 64, MSX che negli anni 80 venivano pubblicate sulle cassettine allegate alle riviste Epic 3000, Explorer, Viking, ha annunciato l’uscita di un libro dedicato alla ipernarrativa, termine che si propone di raggruppare sotto un’unica definizione i vari tipi di narrativa interattiva o non deterministica proposti nel corso della lunga (e sempre vivace) vita del genere.

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Gamification al Dams di Imperia con Giuseppe Romano

Manca pochissimo all’incontro in programma per martedì 13 maggio alla Università di Imperia, che nell’ambito del tradizionale IDfest primaverile, il festival del Dams dedicato a teatro, musica, letteratura, creatività e cultura a 360 gradi, porterà alla ribalta il sempre più attuale e ricercato concetto di gamification con la presentazione del libro Mass effect di Giuseppe Romano.

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Darkiss su Era Superba

Grosso successo per i Videogame Design Days, la manifestazione dedicata all’intrattenimento informatico e curata da Piermarco Rosa che si è tenuta alla fine di gennaio a Genova, con la partecipazione di volti noti del settore come Ivan Venturi e Federico Fasce e un mio intervento sul successo di Darkiss in rete. Dopo gli ottimi servizi di presentazione dell’iniziativa usciti su Game Republic, Mentelocale, Blue Liguria, Genova24 e Il Secolo XIX, il sito del gruppo editoriale Era Superba mi ha contattato per una intervista sul mondo del game design in Liguria.

Il risultato è l’articolo firmato dall’esperta Marta Traverso Liguria, Silicon Valley dei videogiochi: parola di Marco Vallarino che termina con l’auspicio di nuovi progetti e collaborazioni, anche con gli amici e colleghi scrittori.

Darkiss ai Videogame Design Days

Darkiss! Il bacio del vampiro

Dopo la lezione di game design ai tesisti di ingegneria elettronica condotta lo scorso 8 novembre insieme a Piermarco Rosa, la mia opera di narrativa interattiva Darkiss tornerà a invadere l’università di Genova venerdì 25 gennaio per la seconda edizione dei Videogame Design Days. L’iniziativa, dedicata all’arte e alle tecniche di sviluppo di videogiochi, metterà insieme teoria e pratica e, oltre agli interventi di alcuni celebri autori come Ivan Venturi, Federico Fasce, Erika Vespa, Daniele Benegiamo, Gabriele Ferri, proporrà una mia dissertazione sull’impatto che l’avventura testuale più terrificante e anacronistica del web ha avuto sullo smaliziato pubblico di teenager dei social network.

La manifestazione ospiterà anche una delle tre edizioni italiane della Global Game Jam 2013. La curiosa gara si tiene in contemporanea in vari paesi del mondo e vede gruppi di autori, programmatori, grafici impegnati nella prova di realizzare un intero videogioco in un tempo massimo di 48 ore. Uno sforzo creativo immane, che se da una parte mette alla prova la tenacia e la resistenza di ogni partecipante, dall’altra regala grande divertimento e la possibilità di confrontarsi in maniera costruttiva con altri esperti e appassionati di game design.

Come si diventa game designer

Come si diventa game designer è il titolo del servizio di Alessandra Repetto e Fabrizio Biancardi che il portale GiovaniLiguria.it ha dedicato alla mia attività di autore di videogiochi e in particolare – come sapete! – di avventure testuali.

Una video intervista in cui racconto come tutto è cominciato, con le prime righe di Basic scritte col Commodore 64, e poi come si può coltivare questa passione con l’aiuto di Internet e dei social network, tentando di trasformarla in un vero e proprio lavoro o quasi.

L’invito del sito è giunto dopo la pubblicazione di Darkiss su Win Magazine, di cui vi ho parlato nelle scorse settimane. L’opera di interactive fiction dedicata alle malefatte del vampiro Martin Voigt sta avendo un bel successo di critica e pubblico. E a quanto pare questo ottimo riscontro ha permesso di aprire nuovi spazi dedicati alla creatività digitale. Non va poi dimenticato che i videogiochi costituiscono uno degli ambiti più promettenti per i giovani in cerca di lavoro. Sono anche una realtà stimolante che permette di coniugare al meglio l’approccio tecnico a quello artistico.

E poi offrono la possibilità di giocare e divertirsi un sacco. Perché, come ho detto nell’intervista, il modo migliore per scrivere (e programmare) dei buoni videogiochi è giocare quelli degli altri.

Buona visione!