Una targa per Adriano Dominici, il mio primo editore

La targa viaria dedicata a Adriano Dominici alla rotonda di viale Europa

Adriano Dominici è stato l’editore che, nel 1998, ha pubblicato il mio primo libro. La raccolta di racconti fantanoir Ombre, poi recensita da vari siti e periodici, tra cui l’Almanacco della Paura di Dylan Dog. Una pubblicazione felice per entrambi, ma anche coraggiosa, come ho raccontato nell’articolo scritto per il venticinquennale della prima presentazione. Per un editore locale, conosciuto e rinomato per i saggi di cultura ligure, si trattava di un libro insolito, che proponeva storie perlopiù di fantascienza e horror. Generi considerati di nicchia, difficili da vendere, ieri come oggi.

Per questo sono sempre stato grato a Adriano Dominici per aver accettato di fare quella scommessa, senza la certezza di vincerla. Oggi mi fa particolarmente piacere segnalare l’iniziativa che la nostra città gli ha dedicato, a vent’anni dalla sua scomparsa. A Dominici, morto nel 2004 a soli sessant’anni, è stata infatti intitolata una targa viaria nella rotonda in fondo a viale Europa. Uno spazio verde nel quartiere di Castelvecchio, poco lontano dalla storica sede della sua casa editrice, dove le piccole storie imperiesi diventavano grandi libri.

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Scacchiera a tre, racconti del mostruoso e del meraviglioso

scacchiera a tre

Scacchiera a tre è il titolo dell’antologia che propone i racconti del mostruoso e del meraviglioso scritti da me e dagli amici Francesco Basso e Paolo Sista. Un volumetto di cento pagine pubblicato da Colomò in omaggio ai bei tempi andati. Si tratta infatti, soprattutto nel mio caso, di storie scritte molti anni fa e mai pubblicate oppure non più presenti in libreria. L’idea di Colomò è stata quindi di proporre, ai lettori di oggi, racconti di ieri che possono avere ancora un significato.

La letteratura mondiale, si sa, è fatta anche e soprattutto di grandi classici che non passano mai di moda. Don Chisciotte (1605), Canto di Natale (1843), Moby Dick (1851), Dracula (1897), Furore (1939) sono i primi esempi che mi vengono in mente, anche per il fatto di averli inseriti l’estate scorsa nella mia rubrica letteraria su Instagram. Nel nostro piccolo abbiamo voluto rimettere in circolazione storie che ci dispiaceva tenere nel cassetto, in qualche caso per la messa fuori catalogo dei volumi in cui erano apparse in principio.

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Lettere al fronte, l’ebook contro la guerra

Lettere al fronte

Lettere al fronte è il libro collettivo pubblicato da Edizioni All Around per protestare contro la barbarie della guerra. Una antologia di racconti, pensieri, testimonianze, che è anche un extended-ebook. Ovvero una pubblicazione in costante aggiornamento, aperta ai contributi di nuovi scrittori e scrittrici. Il progetto è nato all’inizio di marzo – dopo lo scoppio della guerra in Ucraina – da un appello dell’editrice Lucia Visca nel gruppo WhatsApp di All Around. L’idea era di dare vita a un progetto che potesse aiutare le vittime del conflitto. I proventi della vendita dell’ebook andranno infatti all’UNHCR: l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati.

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Taggia’s Weapon, il gioco di parole diventato il libro noir dell’estate

Taggia’s Weapon è l’impropria traduzione in inglese di Arma di Taggia, cittadina della Riviera dei Fiori. Quella giusta sarebbe Taggia’s Cave perché arma in dialetto ligure vuole appunto dire grotta. Ma l’amico Eugenio Ripepi non si è lasciato sfuggire l’occasione di trasformare questo bizzarro gioco di parole nel titolo di un libro a tema. Una antologia di racconti noir appena pubblicata da Frilli, l’editore genovese specializzato nel giallo ligure.

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