Leggere con i videogiochi: ecco il racconto interattivo Campus Invaders 1.0

Campus Invaders

Leggere con i videogiochi è possibile? Sì, con quelli giusti – ve lo dico sempre. Da qualche ora è on-line la mia nuova avventura testuale, Campus Invaders 1.0. La data di uscita non è casuale. Oggi, sabato 23 aprile, ricorre infatti la Giornata mondiale della lettura. Un’occasione in cui di solito si parla di quanto siano belli i libri. (E io ne approfitto per il ricordarvi Il cuore sul muro.) Ci sono però forme di lettura e scrittura, nuove e alternative, che possono essere più intriganti e appaganti di quelle tradizionali. Una è fornita dalla Interactive Fiction, la narrativa interattiva, il genere di videogiochi di cui mi occupo io.

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Gli zombi di Zigamus ora hanno un volto

Gli zombi di Zigamus ora hanno un volto. E quindi una bocca per mangiarvi. Gnam gnam!

L'edizione illustrata di Zigamus, l'avventura testuale del Vigamus di Roma

Come sapete, Zigamus è il gioco che ho scritto nel 2016 per gli amici del Vigamus, il museo del videogioco di Roma. Il direttore Marco Accordi Rickards, appassionato come me di narrativa interattiva, sognava di avere un’opera di interactive fiction ambientata nello spazio espositivo di via Sabotino. Io però, per vivacizzare il gioco e renderlo più funzionale allo scopo esplorativo delle sale del museo, decisi di metterci anche gli zombi. Così il giocatore, per fronteggiare i mostri, avrebbe dovuto esplorare ogni stanza in cerca di cimeli videoludici da usare come armi contro di loro.

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Letteratura e Gamification, doppia conferenza on-line

Letteratura e gamification è un connubio che mi piace moltissimo. Come sapete, da vari anni cerco di incentivare lettura e scrittura sui supporti digitali tramite le mie opere di narrativa interattiva. Del resto viviamo in un periodo in cui la lettura sequenziale è concettualmente superata. Non solo per gli ipertesti che hanno proliferato grazie a Internet e oggi ci sembrano indispensabili per gestire la necessaria stratificazione dei contenuti. Ciò che più conta, infatti, è la possibilità di spaziare a piacimento nel testo, prima ancora che nella storia. Daniel Pennac già lo rivendicava trent’anni fa. Il suo diritto di leggere (e di non leggere) un libro a piacimento è ancora oggi fonte di molte discussioni.

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